Cenni storici

Il territorio comunale di Monte San Pietro è stato abitato sin dal 2500 a.C., come dimostrano i ritrovamenti archeologici di San Martino in Casola che testimoniano la presenza di popolazioni neolitiche o dell'Età del Rame. I manufatti ritrovati a Pradalbino possono essere attribuiti alla prima Età del Ferro, mentre tombe a cremazione scoperte a sud del Monte Avezzano sono attribuibili alla civiltà villanoviana (7 sec. a.C.). I ritrovamenti di tombe con ricchi arredi funerari, ora depositati presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, sono tipiche della civilità etrusca (VI-IV sec. a.C.).
Le tribù celtiche dei Galli Boi, insediate sul territorio dopo l'invasione dei Celti (metà del IV secolo a.C.) che interruppe il fiorire della civiltà etrusca, non hanno lasciato tracce visibili.
L'insediamento definitivo sul territorio avvenne ai tempi della calata dei Longobardi nel 568 d.C.: per difendere i territori dell'Emilia orientale dagli invasori, i Romani crearono una linea difensiva che comprendeva anche "Verabulo", antico nome di un centro abitato oggi localizzabile in San Lorenzo in Collina. Sin da quei tempi la zona assunse un'importanza particolare dal punto di vista militare e strategico, configurandosi in un insieme di alture, ponti, roccaforti costruite allo scopo di prevenire attacchi di sorpresa, rompere la compattezza dell'ondata d'attacco, disturbare gli eventuali appostamenti dei nemici. La fisionomia del territorio si é quindi costituita nel corso dei secoli con il moltiplicarsi, fino all'anno Mille, di svariati castelli, rocche, borghi rurali.
In seguito alle invasioni barbariche il territorio del nostro comune diviene quindi il confine tra due stati e civilità: Longobardi e Bizantini. I primi finirono per conquistare definitivamente il territorio, che dominarono fino all'arrivo dei franchi; questi ultimi a loro volta consegnarono Bologna e i territori circostanti al Papa per essere amministrati. La struttura civile e sociale del regno longobardo è tuttavia sopravissuta a lungo, saldandosi con l'organismo ecclesiastico.
Il territorio fu coinvolto successivamente nelle secolari dispute tra Bologna e Modena e fu governato da nobili locali, tra questi ricordiamo i conti di Panico e i conti dell'Amola, i Cattani, vassalli di Matilde di Canossa nella sua veste di contessa di Modena, a cui si affiancava una lunga serie di nobili minori. 
I reggenti avevano generalmente il centro del loro potere a Rocca Masenata, la cui chiesa parrocchiale (San Giovanni Battista), che fu unita a quella di Monte San Pietro nel 1388, è ancor oggi la sede parrocchiale del capoluogo comunale. Lo stesso castello di Monte San Pietro è assai antico: è menzionato per la prima volta nel gennaio del 1155 in un decreto di Gerardo, vescovo di Bologna, ed è anche ricordato in un breve di Gregorio VIII del 16 novembre 1187.
Inserito a partire dal Trecento nel vicariato di Savigno, in un documento dell'epoca si ha per la prima volta menzione di "Monte Sancti Petri", che assicura l'anzianità della dedica del "Monte" al Principe degli Apostoli. In seguito il vicariato veniva diviso in due, con la nascita del vicariato di San Lorenzo in Collina, nel quale venne aggregato il comune di Monte San Pietro. E' in questo periodo sino alla metà del XVI secolo che si afferma la forza economica dei Comuni di San Lorenzo in Collina, Monte San Giovanni, Mongiorgio e Montemaggiore, che proprio nel XVI secolo diventano dipendenti dal Capitanato della Montagna di Bazzano.
 
Mongiorgio in una veduta di fine Ottocento
L'attuale struttura amministrativa trae origine dal riordinamento attuato dalle autorità napoleoniche all'inizio del secolo passato: in questo periodo vennero cositutiti i comuni di San Chiellaro, L'Amola, Monte San Giovanni, Pradalbino. Nel 1810 entrò in vigore un nuovo ordinamento, per effetto del quale venne costituito il Comune di Monte San Pietro, composto dalle località di Mongiorgio, Monte San Giovanni, San Chierlo, Pradalbino, San Martino in Casola e Montemaggiore. Al comune di Savigno vennero invece assegnate Gavignano, Ronca e Montesevero, che vennero aggregate a Monte San Pietro nel 1910. La plurisecolare sovranità della Chiesa sul territorio bolognese terminò nel 1859: Monte San Pietro, per effetto del plebiscito, passò quindi sotto la sovranità del neonato Regno d'Italia.
Il territorio comunale fu epicentro di un grave terremoto nel 1929.
 
Centro di Calderino - Anni '60
Il forte tributo di vite umane pagato dalla cittadinanza durante la guerra di Liberazione è stato riconosciuto nel 1994 con la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Questo il testo della motivazione: «Situato in posizione particolarmente favorevole per azioni di guerriglia, sulle colline che dominano la città di Bologna, il Comune di Monte S.Pietro si oppone sin dall'inizio al tedesco invasore, impegnandone notevoli forze per operazioni di controllo del territorio e repressione. La 63a brigata partigiana, cui appartenevano molti dei suoi cittadini, partecipò a numerose operazioni, sorretta e protetta da tutta la popolazione, che per questa sua collaborazione sopportò persecuzioni, saccheggi e barbari eccidi. Venutosi a trovare a ridosso del fronte nemico, nell'inverno '44-'45 e fino alla liberazione, sostenne una impari lotta con le più agguerrite formazioni nazi-fasciste, subendo numerosi bombardamenti aerei e di artiglieria. Nell'aprile del 1945, chiamato all'insurrezione generale, combatte con eroica determinazione fino alla completa liberazione della zona». Il complesso monumentale “Il Luogo della Memoria - Il Comune ai suoi caduti” , inaugurato nel 2003 e che si trova nella piazza antistante il Municipio, ricorda i 135 tra morti e dispersi durante la Prima Guerra Mondiale e i caduti del periodo della Seconda Guerra Mondiale.
 
Luogo della Memoria
 
 

stemma e gonfalone

L'emblema araldico del Comune di Monte San Pietro è a scudo semplice: su campo d'azzurro un monte, su cui si erge una rocca merlata alla guelfa al naturale, con porta aperta di nero. Sullo sfondo due spade decussate d’argento, guarnite d’oro accompagnate nel canton destro del capo della crocetta di rosso. La rocca sul monte rappresenta le innumerevoli fortificazioni costruite sul territorio nei secoli; le due spade le lotte cruente effettuate per difendere il proprio territorio; la croce in angolo l'appartenenza alla fazione guelfa di Bologna, la croce rossa era il simbolo iniziale della città.
 
Stemma del Comune
Il gonfalone é un drappo partito di rosso e d’azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento "Comune di Monte San Pietro".
Le parti in metallo ed i cordoni sono argentati, l’asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.
 
Gonfalone comunale