Città del vino

Monte San Pietro Città del Vino


Grazie al suo territorio collinare, alla composizione dei suoi terreni e al clima, Monte San Pietro vanta una lunga tradizionale vitivinicola, a partire da quando nell'atto di donazione dell'Abbazia di Nonantola Ottone I (952) ricordava le sue ottime vigne che producevano "...buon vino da sorbire solo in gloriose giornate...". La stessa abbazia, nel 973, concedeva in affitto alcuni vigneti, in cambio di un canone annuale pari a otto moggi di "vini boni e di mosti", lavorati dagli stessi monaci.
Dai Gessi Bolognesi alla pianura attraversata dal Reno e dai suoi affluenti, tra le valli dell’Idice, del Savena, del Lavino, del Samoggia, del Panaro e, naturalmente, del Reno stesso, crescono le uve bianche che danno origine a vini di antica tradizione, quali il Pignoletto e il Montuni. Qualche secolo dopo, nel 1596, il già menzionato studioso Andrea Bacci, pubblica un trattato, che avrà in seguito molta fortuna, dal titolo "De naturali vinorum historia" , in cui un intero capitolo, "Bononiae vina" , viene per l’appunto dedicato ai vini bolognesi, coltivati secondo l’autore "in apricis collibus" e "sub Appennini radicibus" . Bacci infine cita il "Trebulano" (il Trebbiano) e il "Pinet" , padre con ogni probabilità di quel Pinot che ritroveremo fra questi colli tre secoli dopo. Dai trattati del Calindri (un abate autore di diversi volumi sulla montagna bolognese di fine '700) risulta che era proprio il Comune di Monte San Pietro a determinare il prezzo del vino sul mercato di Bologna.
Mare di vinoUna storia antica, quindi, che oggi è una realtà composta da diversi vini, prodotti spesso sia nella varietà secca che in quella abboccata e a cui si aggiungono diversi spumanti. Questa vocazione si è rafforzata negli ultimi anni, tanto che ora sul territorio di Monte San Pietro ci sono 35 aziende vitivinicole e 160 ettari vitati.
Il territorio accoglie (il riconoscimento ufficiale é del 1975) i vini della più complessa Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) d'Italia, tanto che il disciplinare prevede l’indicazione della sottozona con il nome del comune per molte tipologie monovitigno: Colli Bolognesi, Monte San Pietro, Castelli Medioevali. In questa zona s'incontrano Barbera, Cabernet sauvignon, Merlot, Pinot bianco, Riesling italico e Sauvignon. Alcuni di questi, introdotti recentemente, hanno qui trovato degli habitat naturali favorevolissimi, altri sono coltivati in zona sin dalla metà del secolo scorso.
La varietà più celebre e rinomata è senza dubbio il Pignoletto, un vitigno autoctono da cui si ottiene un vino dal profumo delicato, fruttato, intenso dei fiori di biancospino, dal sapore secco e asciutto, che ben si accompagna con i tradizionali tortellini in brodo. Tra gli altri vini, raggiungono livelli di eccellenza il Pinot Bianco e il Sauvignon tra le varietà a bacca bianca, il Barbera e il Cabernet Sauvignon tra le varietà a bacca rossa.
A Monte San Pietro, ormai dal 1968 il vino si festeggia all'inizio di settembre con la storica Sagra del Vino dei Colli Bolognesi in Piazza della Pace a Calderino, organizzata dalla locale Pro Loco. Durante la festa i produttori locali offrono ai visitatori la possibilità di degustare i propri vini e sono inoltre presenti stand che offrono le altre specialità gastronomiche della zona: miele, formaggi, verdure sott'olio, salumi. 

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